Ampliato il credito d’imposta per investimenti al Sud (beni strumentali)

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Ampliato il credito d’imposta per investimenti al Sud (beni strumentali)

Il Ministero dello Sviluppo Economico informa che è stato ampliato il credito d’imposta per investimenti al Sud.

Infatti è stato approvato l’emendamento governativo al disegno di legge di conversione del cosiddetto “Decreto Legge Sud” (DL n. 243 del 29 dicembre 2016). Il decreto in questione amplia la portata del Credito di imposta per investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno.

Tra le novità più importanti dell’ampliamento del credito d’imposta per investimenti al Sud vi è:

  • l’innalzamento del 15% delle attuali percentuali di attribuzione del bonus;
  • l’eliminazione del divieto di cumulo con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, e l’inclusione della Sardegna tra le aree svantaggiate.

Quindi, se l’ampliamento del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali passerà il vaglio dell’approvazione definitiva, per le imprese localizzate in AbruzzoBasilicataCalabriaCampania, MolisePugliaSicilia Sardegna, si passerà dall’attuale:

  • 10% al 25%, per le grandi aziende;
  • 15% al 35%, per le medie aziende;
  • 20% al 45%, per le piccole aziende.

investimenti in beni strumentali

Nel dettaglio, l’emendamento inserisce nella legge di conversione l’art. 3-bis Misure in materia di credito di imposta”. L’integrazione apporta importanti modifiche alla norme istitutiva del “Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”, ovvero Legge n. 208 del 28 dicembre 2015.

Se passerà l’ampliamento della misura, verranno sostituiti i commi 98, 101, 102 e 105 della Legge n. 208/2015. Se definitivamente approvate, le nuove disposizioni saranno operative a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL.

La nuova versione del comma 98, stabilisce che, oltre all’attribuzione del credito d’imposta nella misura massima consentita dalla normativa europea, per le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, e nel settore della trasformazione e della commercializzazione degli stessi, che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi, prevede che gli aiuti siano concessi nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone rurali e ittico.

Il nuovo comma 101 prevede il raddoppio dell’investimento  ammissibile per le piccole e medie imprese, per le grandi aziende è rimasto invariato.  A seconda della dimensione aziendale, il limite massimo di costi ammissibili, per ciascun progetto di investimento è pari a:

  • 3 milioni di euro per le piccole imprese;
  • 10 milioni di euro per le medie imprese;
  • 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni; tale costo non comprende le spese di manutenzione.

Il nuovo comma 102 sancisce la cumulabilità del credito d’imposta con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio. E’ necessario però che il cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.

Infine, il nuovo comma 105 sancisce che se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione.

Per i beni acquisiti in locazione finanziaria, le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche se non viene esercitato il riscatto.

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15/02/2017

 

By | 2018-03-21T21:06:06+00:00 febbraio 15th, 2017|Incentivi, Incentivi Italia, News|

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