Campania: nuove aree di crisi industriale non complessa

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Campania: nuove aree di crisi industriale non complessa

Stabilite anche per la Campania le nuove aree di crisi industriale non complessa. Infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha pubblicato l’elenco nazionale dei territori candidati alle agevolazioni previste per le Aree di Crisi Industriale non complessa. Queste presentano un impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione, a valere sulla Legge n. 181/89, lo strumento agevolativo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore.

Con il Decreto Direttoriale del 19 dicembre scorso, il Ministero ha definito le nuove aree di crisi industriale non complessa sulla base dei criteri dettati per la loro individuazione e sulle proposte delle regioni stesse in riferimento ai nuovi SLL (Sistemi Locali del Lavoro).

In Campania le nuove aree oggetto d’agevolazione sono state stabilite seguendo la proposta della Regione (DGR 604 del 31/10/16) e sono tutti i comuni che rientrano nei seguenti SLL:

  • Ariano Irpino, Avellino, Sant’Angelo de Lombardi, Solofra
  • Battipaglia,Buccino, Pagani, Salerno, Sarno
  • Benevento, Montesarchio
  • Caserta, Teano
  • Napoli*, Castellammare di Stabia, Nocera Inferiore, Nola, San Giuseppe Vesuviano, torre del Greco

*Per il SLL di Napoli, solo le zone censuarie individuate dalla delibera regionale suddetta.

 

Le nuove arre di crisi industriale non complessa sono state individuate per tutte le regioni italiane; alcune sono state già riattivate, come Rieti, Piombino ed Area Merloni.

Prossima area territoriale oggetto d’incentivi è Livorno (presentazione da febbraio 2017). Esiste quindi la probabilità che con il nuovo anno verranno stabiliti anche gli incentivi da stanziare alle aree di crisi industriale non complessa della Campania, e relativi termini di apertura per l’accesso alle agevolazioni.

Le domande di agevolazione sono esaminate con procedura valutativa a sportello, fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato; (alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER).

E’ il Mise che con apposite circolari indica  in base alle risorse a disposizione, la localizzazione territoriale per accedere agli incentivi ed i relativi tempi e modalità per accedervi.

 

Ammissibilità e Programmi d’investimento

Sono ammissibili alle agevolazioni le Pmi costituite in forma di società di capitali, incluse le società cooperative e consortili, che alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite in forma societaria ed iscritte nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento GBER;
  • esclusivamente per gli aiuti a finalità regionale, non rientrare tra coloro che nei due anni precedenti abbiano chiuso la stessa o analoga attività nello spazio economico europeo o che abbiano concretamente in programma di cessare l’attività entro due anni dal completamento del programma di sviluppo proposto nella zona interessata.

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento PRODUTTIVO, per la TUTELA AMBIENTALE e per l’INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA:

  • PROGRAMMI DI INVESTIMENTO PRODUTTIVO devono essere diretti a:
    • la realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
    • l’ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
    • la realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di unità produttive esistenti;
    • l’acquisizione di attivi di uno stabilimento.
  • PROGRAMMI DI INVESTIMENTO PER LA TUTELA AMBIENTALE devono essere diretti a:
    • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
    • consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore;
    • ottenere una maggiore efficienza energetica;
    • favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
    • promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
    • il risanamento di siti contaminati;
    • il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.
  • PROGETTI PER L’INNOVAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE, sono ammissibili se vanno a completare dei predetti programmi di investimento e per la tutela ambientale, e per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti ammissibili.

I programmi di investimento ammissibili devono:

  • riguardare le seguenti attività economiche:
    • Estrazione di minerali da cave e miniere, con esclusione delle miniere di carbone “non competitive”;
    • Attività manifatturiere;
    • Produzione di energia, limitatamente ai programmi di investimento produttivo ovvero ai programmi di investimento per la tutela ambientale, soltanto nel caso di investimenti per favorire la cogenerazione ad alto rendimento e per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
    • Attività dei servizi alle imprese;
    • Attività turistiche, intese come attività finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva.
  • riguardare unità produttive ubicate in una delle aree di crisi industriale individuate per legge;
  • prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 1.500.000 euro;
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni;
  • essere realizzati entro 36 mesi dalla data di delibera di concessione delle agevolazioni;
  • prevedere un programma occupazionale da realizzarsi entro 12 mesi dalla data di ultimazione, caratterizzato da un incremento degli addetti.

 

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28/12/16

 

 

 

By | 2017-11-27T17:12:11+00:00 dicembre 28th, 2016|Incentivi, Incentivi Italia, News|

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