L’agenzia delle Entrate ha pubblicato il 23 luglio 2021, la circolare N.9/E, avente ad oggetto chiarimenti sul Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. La misura, afferisce al Piano transizione 4.0 del Mise ed è disciplinata da ultimo dall’articolo 1 c. da 1054 a 1063 della l. 178/2020 (legge di bilancio 2021).

La circolare affronta i punti che hanno generato maggiore incertezza nella disciplina. Di seguito alcuni tra i più rilevanti.

Ambito temporale

Per quanto concerne l’ambito temporale, l’apparente sovrapposizione della normativa precedente è esclusa dall’Age, che fa ricadere nell’ambito della disciplina innovata tutti gli investimenti eleggibili dal 16/11/2020.

In particolare, si dovranno distinguere gli investimenti per i quali alla data del 15/11/2020 – anteriormente alla decorrenza della nuova disciplina – si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20% (c.d. prenotazione). In questo caso l’investimento, completato entro il 30/06/2021, resterà incardinato nella disciplina precedente.

Beni in leasing

La circolare, in merito all’acquisto di beni strumentali in leasing, chiarisce che la nuova disciplina prende in considerazione il costo di acquisizione del bene eleggibile tout court e che per la determinazione del relativo credito d’imposta si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. In tali ipotesi, dunque, non rileva la somma delle quote capitali dei canoni di leasing e il prezzo di riscatto.

Modalità di fruizione e oneri documentali

Le modalità di fruizione e gli oneri documentali, variano in funzione della tipologia di bene (materiale, immateriale, ordinario, 4.0) e dei ricavi o compensi del soggetto ammissibile. Di seguito una tabella riepilogativa.

Ammissibilità beni con costo unitario non superiore a 516,46 euro

L’Age chiarisce che la disciplina non prevede un minimo di investimenti al fine di poter accedere al credito d’imposta. Pur in assenza di un esplicito rimando, l’agevolazione fa sostanziale riferimento ai beni strumentali ammortizzabili di cui agli articoli 102 e 102-bis del Tuir, nonché ai beni strumentali immateriali ammortizzabili di cui all’articolo 103 del Tuir.

Tra i beni materiali ammortizzabili di cui all’articolo 102 del Tuir figurano i beni il cui costo unitario è non superiore a 516,46 euro, per i quali la norma citata consente la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute. La medesima possibilità di dedurre in misura integrale la spesa sostenuta per i beni materiali strumentali di costo non superiore a 516,46 euro è attribuita agli esercenti arti e professioni dall’articolo 54, comma 2, del Tuir. Tuttavia, ai fini agevolativi, i beni materiali strumentali di costo unitario inferiore a 516,46 euro sono ammissibili al credito d’imposta e concorrono alla sua determinazione, indipendentemente dalla circostanza che, in sede contabile e fiscale, il contribuente scelga di dedurre o di non dedurre l’intero costo del bene nell’esercizio di sostenimento.

Cumulabilità

Come espressamente previsto dalla normativa, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive non porti al superamento del costo sostenuto.