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Novità per le imprese che vogliono investire nel Mezzogiorno!

L’Agenzia delle Entrate ha reso note le istruzioni per usufruire del credito d’imposta, strumento realizzato per incentivare gli investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo e che potrà essere richiesto dal 30 giugno 2016 fino al 31 dicembre 2019.

Chi può usufruire di questo incentivo?

I destinatari di questo bonus sono le Piccole, Medie e Grandi imprese che nel realizzare i loro progetti di investimento acquistano, anche in leasing, beni strumentali (impianti, macchinari e attrezzature varie) destinati a strutture produttive già esistenti o a nuovi impianti.

Per le imprese che si occupano di attività agricole (quali produzione trasformazione e commercializzazione), di pesca e acquacoltura, in caso di acquisto di beni strumentali nuovi, le agevolazioni sono concesse in base alla normativa europea sugli aiuti di Stato per il relativo settore specifico.

Sono escluse da quest’agevolazione le imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. Sono inoltre escluse le imprese in difficoltà ai sensi della Comunicazione UE 2004/C 244/02.

Quali sono le regioni coinvolte?

Così come individuato nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020, possono usufruire delle agevolazioni le imprese che operano nelle regioni:

Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107, paragrafo 3, lett. a), del Trattato UE;

Abruzzo, Molise e Sardegna, ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107, paragrafo 3, lett. c), del Trattato UE.

Quali tipi di investimenti sono ammissibili?

Per acquisti nel periodo che va dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, effettuati relativamente a un progetto di investimento iniziale – ai sensi dell’articolo 2, punti 49, 50 e 51, del Reg. (UE) n. 651/2014 – ovvero un progetto che, a seconda di attività già esistente o di attività nuova:

Attività economiche esistenti:

– Un investimento in beni materiali e immateriali utili per realizzare un nuovo stabilimento, ampliare la capacità di uno stabilimento già esistente o ancora diversificare la produzione di uno stabilimento con l’obiettivo di ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o infine un radicale cambiamento del processo produttivo complessivo di uno stabilimento già esistente;

– Acquisire attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che senza tale acquisizione sarebbe stato chiuso, premesso che sia acquistato da un investitore che non ha relazioni con il venditore (non rientra nella definizione la semplice acquisizione di quote di un’impresa).

Attività economiche nuove:

– Un investimento in beni materiali e immateriali utili per realizzare un nuovo stabilimento o a diversificare le attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle precedentemente svolte;

Acquisire attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che senza tale acquisizione sarebbe stato chiuso, premesso che sia acquistato da un investitore che non ha relazioni con il venditore, a condizione che gli attivi acquisiti non servano a svolgere attività uguali o simili a quelle che si svolgevano nello stabilimento prima che fosse acquisito.

Sono inoltre ammissibili investimenti relativi alle seguenti categorie di beni nuovi:

•Macchinari, impianti, diversi da quelli infissi al suolo, e attrezzature varie, destinati a strutture produttive già esistenti e classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale (primo comma, voci B.II.2 e B.II.3, dell’articolo 2424 del codice civile) o che vengono impiantate nelle aree territoriali interessate;

•Programmi informatici per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese;

•Brevetti relativi a nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva. Per le grandi imprese, gli investimenti in questi beni sono agevolabili nel limite del 50% del complesso degli investimenti agevolati per il medesimo periodo d’imposta.

Fondamentale il requisito di novità del bene perché gli investimenti siano agevolabili. Restano quindi esclusi gli investimenti per beni già utilizzati, a qualunque titolo.

Sono inoltre esclusi dall’agevolazione:

•I beni classificabili in voci di bilancio diverse da quelle indicate in precedenza, compresi gli immobili e gli autoveicoli. Anche per le imprese che effettuano trasporto per conto terzi, sono sempre escluse dall’agevolazione le acquisizioni dei mezzi di trasporto;

•Le spese e gli oneri pluriennali deducibili dal reddito d’impresa (articolo 108 del Tuir);

•Gli investimenti di pura sostituzione.

I numeri dell’incentivo

Il credito di imposta è fruibile nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Reg. (UE) n. 651/2014, in modo differenziato a seconda delle dimensioni aziendali:

•20% per le piccole imprese,

•15% per le medie,

•10% per le grandi.

L’agevolazione si calcola sulla parte di costo sostenuto (entro i limiti massimi sottoelencati, per ciascun progetto di investimento) che eccede gli ammortamenti dedotti nel periodo di imposta sulle medesime categorie di beni strumentali (tranne quelli oggetto del credito d’imposta).

Per ciascun investimento agevolabile, il limite massimo ammissibile è pari a:

•1,5 milioni per le piccole imprese;

•5 milioni per le medie imprese;

•15 milioni per le grandi imprese.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi e non è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto gli stessi costi. Inoltre, non si applica il limite annuale di utilizzo di 250.000 euro.

In attesa di conferme da parte dell’Agenzia delle Entrate, la misura risulta essere cumulabile con il Maxi-ammortamento del 140% previsto dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1 co. 91-97).

Il credito d’imposta potrà essere richiesto all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite i soggetti incaricati, a partire dal 30 giugno 2016 fino al 31 dicembre 2019.