Resto al SUD – incentivi a fondo perduto per i giovani under 35

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Resto al SUD – incentivi a fondo perduto per i giovani under 35

Pubblicata in GU la Legge n.123 del 03 Agosto 2017 (Disposizioni Urgenti per la Crescita nel Mezzogiorno) . Questa apporta modifiche al D.L.  n.91 “Resto al SUD” che prevede incentivi a fondo perduto per i giovani under 35 residenti al Sud.

La norma  fa seguito a quanto disposto dal  “Decreto Legge Sud”, (DL 29 dicembre 2016, n. 243).  Scopo della norma è attivare interventi di aiuto ad alta intensità nel Mezzogiorno. Il nuovo provvedimento mira a incentivare la nuova imprenditorialità. Inoltre, prevede una specifica disciplina per la istituzione di Zone Economiche Speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali. Anche una serie di misure di semplificazione per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno.

L’obiettivo della misura “Resto al Sud” è offrire un forte sostegno alla nuova imprenditorialità, per i giovani meridionali under 35 residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria. La misura segue la scia delle già collaudate misure a favore dell’autoimprenditorialità giovanile, ovvero Selfiemployment e Nuove imprese a tasso zero.

La misura “Resto al Sud” appena approvata (L. 123 del 03/08/2017) si rivolge giovani del Mezzogiorno che hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative. I giovani che  non dispongano di mezzi propri potranno avviare un’attività propria  nei seguenti settori:

  •  produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria; 
  • fornitura di servizi in qualsiasi settore.

La dotazione prevista sarà di 50.000 euro, di cui :

  • il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante;
  • il 65% con finanziamento a tasso zero, da rimborsare in 8 anni con due anni di preammortamento. Il prestito sarà erogato dagli istituti di credito convenzionati.

Restano esclusi le attività dei liberi professionisti ed il commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa.

Resto al Sud – soggetti ammissibili

Possono beneficiare dei contributi i soggetti di età compresa tra 18 e 35 anni, residenti nelle regioni del Sud. Requisito indispensabile è non aver beneficiato nell’ultimo triennio, di altre misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Possono partecipare anche le società. Condizione indispensabile è che soci “adulti”  nella compagine societaria non possono superare un terzo dei componenti. E non vi siano rapporti di parentela fino al quarto grado con gli altri soci.

Resto al Sud – agevolazione e supporto 

La misura prevede la possibilità di azioni di accompagnamento nelle fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale da parte di enti pubblici e non, opportunamente accreditati.

Oltre la quota del 35% di contributo a fondo perduto, la parte residua di finanziamento sarà a tasso zero. Il finanziamento verrà erogato tramite il sistema bancario con il beneficio della garanzia pubblica. Ovvero, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le Pmi.

La misura è strutturata per non esaurirsi in tempi brevi, al fine di fornire uno stimolo  all’economia meridionale nei prossimi anni.

Resto al Sud – ulteriori misure

Sono inoltre previste ulteriori misure per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo in ragione delle sue specificità.

Ulteriore misura di rilievo definita dal D.L. N.91 è quella che istituisce e regolamenta le Zone Economiche Speciali (ZES). Saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’ Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud.

Si attendono a breve la definizione dei criteri di ammissibilità e le modalità di attuazione e partecipazione alla misura.

12/09/2017

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