Il rilancio del tessuto produttivo italiano passa attraverso la valorizzazione delle filiere strategiche, ovvero quelle reti industriali che integrano produzione, ricerca, logistica e innovazione in un sistema solido, competitivo e sostenibile.
A partire dall’8 aprile 2025, le imprese avranno accesso a una nuova finestra dei Contratti di Sviluppo, uno degli strumenti più rilevanti a disposizione per sostenere progetti di grandi dimensioni.
Qual è l’obiettivo?
Stimolare la crescita del Paese partendo da investimenti industriali strutturati, in grado di generare:
- innovazione tecnologica;
- maggiore occupazione;
- impatto ambientale positivo;
- sinergie tra grandi imprese, PMI, centri di ricerca e territori.
Quali progetti sono ammessi?
L’incentivo è destinato a investimenti superiori a 20 milioni di euro, articolati su diverse linee progettuali:
- produzione industriale e tecnologica;
- attività di ricerca e sviluppo;
- logistica integrata e distribuzione;
- sostenibilità ambientale e uso efficiente delle risorse.
I settori strategici individuati includono:
- meccanica, automotive, siderurgia;
- farmaceutica e chimica;
- agroindustria e food tech;
- moda, design, arredo e sistema casa.
Quanto si può ottenere?
L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 75% dell’investimento complessivo, attraverso:
- contributi a fondo perduto;
- finanziamenti agevolati;
- contributi diretti alla spesa.
Le agevolazioni saranno erogate sulla base di una graduatoria nazionale, in cui i punteggi saranno assegnati valutando:
- il grado di innovazione del progetto;
- l’incremento occupazionale previsto;
- il coinvolgimento delle PMI nella filiera.
Focus Mezzogiorno
Sono previste maggiori agevolazioni per le imprese che scelgono di investire nel Sud Italia, contribuendo così a ridurre i divari territoriali e rafforzare il tessuto industriale meridionale.
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